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RISTORANTE CARUSO

Il ristorante prende il nome dal più affezionato dei suoi frequentatori, tanto da definirlo “la sua casa napoletana”: Enrico Caruso. Una delle sue passioni era la cucina: “Dite di me che sono un modesto tenore, ma non mi dite che sono un cattivo cuoco!”. Il piatto che riusciva ad entusiasmare soprattutto i suoi amici italo-americani erano i “Bucatini alla Caruso” che oggi come allora, deliziano gli ospiti del Caruso Roof Garden, stregati dal panorama sublime del Golfo.

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PIZZERIA BRANDI

L’importanza storica della Pizzeria Brandi è evidente dal fatto che può vantare la paternità di una delle pietanze più rinomate al mondo. Fu nel 1889, durante una visita dei coniugi reali Umberto I e Margherita di Savoia, che Raffele Esposito, proprietario dell’epoca confezionò per la prima volta una pizza composta da mozzarella e pomodoro. Piacque così tanto alla regina Margherita che Raffaele non mancò di renderle omaggio battezzando la pizza con il nome della sovrana: nacque così, nel giugno 1889, la pizza Margherita.

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KUKAI

Kukai è il nome di un famoso monaco buddhista e letteralmente significa “cielo e mare”. A Napoli, invece, è un sushi bar di successo e a dieci metri dalla prima sede troviamo anche Kukai Nibu. Nibu in giapponese significa “seconda parte”, ma qui si intende come “evoluzione”. Si presenta con un design contemporaneo di grossa rottura rispetto agli antichi palazzi della zona circostante. All’interno del ristorante si ha la sensazione di camminare in una mostra di fotografia contemporanea. Durante il vostro viaggio in Italia, quando sarete stanchi della cucina italiana, Kukai Nibu potrà rappresentare una valida novità, oltre che un piacevole stimolo sensoriale.

ristoranti

TERRAZZA CALABRITTO

Nato nel cuore di Napoli a due passi dal lungomare di Mergellina. Nel giro di pochi anni si afferma come uno dei ristoranti più importanti della città, riconosciuto dalla critica enogastronomica nazionale ed internazionale. La vicinanza ai vicoli più esclusivi e caratteristici della città e agli edifici storici, come Palazzo Fuga e Palazzo Abadir, fa della terrazza uno dei maggiori punti d’incontro partenopei.

BAR & CLUB

PASTICCERIA SCATURCHIO

In pieno centro, Scaturchio è forse la pasticceria storica più rinomata di Napoli. Continuum fra tradizione e modernità, situata nella piazza San Domenico Maggiore, la pasticceria Scaturchio costituisce una vera Mecca per i buongustai e gli amanti della tradizione, una vera istituzione nell’arte dolciaria per gli amanti della sfogliatella e del babà.

BAR & CLUB

GRAN CAFFÈ GAMBRINUS

Noto e prestigioso locale immerso nel cuore di Napoli, fondato nel 1860 riscosse immediatamente un enorme successo e riscontro da parte della popolazione di ogni ceto, richiamata dall’opera di pasticceri, gelatai, e baristi. Fu riconosciuto “Fornitore della Real Casa”. Dalla Belle Epoque in poi frequentarono le sue sale dorate personaggi storici del calibro di Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce, Ernest Hemingway, Oscar Wilde e anche l’Imperatrice d’Austria Sissi nel suo viaggio a Napoli nel 1890.

BAR & CLUB

SEVENTY

Situato nel cuore della zona dei “baretti”, il locale partenopeo rappresenta il luogo ideale per gustare un aperitivo, con un’ottima musica come sottofondo sullo sfondo di una location unica e suggestiva. All’interno l’arredo è caratterizzato da divanetti decò, tavolini in legno e pareti scure. Luci soffuse trasmettono al locale un’atmosfera accogliente e intima. Nel corso della settimana si alternano diversi appuntamenti sempre in linea con le esigenze della clientela.

HOTEL

GRAND HOTEL PARKER’S

A fine Ottocento lo scienziato George Bidder Parker, rileva la proprietà dell’antico hotel di cui era ospite abituale, facendone la meta elettiva dei viaggiatori dal Nord Europa, insieme ai turisti italiani. Al termine della Seconda Guerra Mondiale rinasce ad opera dell’avvocato Francesco Paolo Avallone, che acquista la struttura, restituendola all’antico splendore. Il Grand Hotel Parker’s ogni giorno fa rivivere per i suoi ospiti il lusso, l’eleganza e la tradizione di un’antica dimora della Napoli del Grand Tour, viaggio di istruzione compiuto dai rampolli europei molto in voga a partire dal Settecento.

HOTEL

GRAND HOTEL VESUVIO

L’edificio del grand hotel Vesuvio è uno degli elementi architettonici che compongono la spettacolare cortina edilizia del primo tratto orientale del Lungomare, sul fronte del golfo. Il palazzo fu eretto nel 1880. L’ albergo all’insegna del lusso e della raffinatezza diventò subito meta dei turisti internazionali che all’epoca giungevano a Napoli. L’albergo fu ricostruito interamente dopo la Seconda Guerra Mondiale e l’edificio assunse l’attuale fisionomia guadagnando due nuovi piani.

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FINAMORE

Era il 1925 quando la signora Carolina Finamore decise d’impiantare il suo primo laboratorio nel centro antico di Napoli. Cuciva camicie per una clientela selezionata ed accorta secondo le regole dell’alta sartoria partenopea che, in fatto di eleganza, dettava legge in tutto il mondo. Oggi, guidata dalla terza generazione della famiglia Finamore, l’antica sartoria napoletana si contraddistingue per il gusto e la bellezza delle sue creazioni tra le quali vi sono camicie, giacche, pantaloni, cravatte ed accessori.

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TEATRO SAN CARLO

Teatro lirico di Napoli, nonché uno dei più famosi e prestigiosi al mondo. È il più antico teatro d’opera in Europa e del mondo ancora attivo, essendo stato fondato nel 1737, nonché uno dei più capienti teatri all’italiana della penisola. Fu fondato per volontà di Carlo di Borbone in occasione del giorno dell’onomastico del re dal quale prese il nome il teatro. Affacciato sull’omonima via e, lateralmente, su piazza Trieste e Trento, il teatro, fu il simbolo di una Napoli che rimarcava il suo status di grande capitale europea.

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MARINELLA

E’ agli inizi del XX secolo, nel 1914 che Eugenio Marinella getta le basi di una delle più favolose “storie di successo” napoletane. All’inizio l’attività principale della bottega non è la cravatta ma la camicia. Al fine di essere ai massimi livelli in fatto di moda e qualità, Eugenio induce alcuni artigiani di livello senza pari a trasferirsi da Parigi per insegnare ai suoi operai l’arte del taglio. Per quanto riguarda le cravatte, sono realizzate esclusivamente in sette pieghe: il quadrato è piegato sette volte verso l’interno così da dare alla cravatta una consistenza incomparabile. È solo molto dopo che fa la sua comparsa la cravatta attuale con la struttura interna.

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BORGO OREFICI

Borgo Orefici è uno storico rione di Napoli ricadente nel quartiere Pendino. Si estende in vicinanza del mare fra via Marina ed il Rettifilo (Corso Umberto I), secondo uno schema di viuzze disposte a dedalo, intorno al fulcro centrale di Piazzetta Orefici. La prima notizia certa della caratterizzazione del luogo risale al Medioevo, quando le botteghe, già esistenti in gran numero, ottennero il riconoscimento ufficiale da Giovanna d’Angiò e si radunarono in corporazione. I primi maestri orafi erano francesi giunti a Napoli al seguito degli angioini, ben presto affiancati da artigiani locali, che seppero soppiantare i maestri francesi e riuscirono a creare una tradizione ed una scuola napoletana, conosciuta in tutta Europa fino alla caduta del Regno di Napoli. Successivamente, verso la fine del XVII secolo, il Marchese del Carpio, viceré di Napoli, stabilì l’obbligo di esercitare l’arte degli argentieri e degli orefici unicamente nella zona del borgo così che ancora oggi all’interno del rione sono concentrate tutte le più antiche ed importanti botteghe cittadine specializzate nella lavorazione artigianale di prodotti di oreficeria, argenteria e gioielleria.

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TALARICO

L’antica casa Talarico, fondata nel lontano 1860 era fornitrice ufficiale della Casa Reale con ombrelli e ventagli di ogni genere. Conosciuta ovunque, è una delle più antiche ditte artigiane di Napoli, che da ben quattro generazioni realizza ombrelli richiesti dalle più grandi personalità internazionali. Con manici di osso, avorio, argento e legni pregiati, gli ombrelli Talarico dopo tutti questi anni ancora incantano e conquistano. E d’altra parte la vitalità dell’antica casa è spiegata in semplici parole dal maestro Mario Talarico che sornione ama raccontare che “anche se non piove a Napoli, da qualche altra parte del mondo pioverà”.

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TULLIERIE

Tullierie è stata la prima boutique di Liberty e Déco a Napoli. In una città sonnolente ostinatamente borbonica, proporre l´Art Nouveau, il Dèco, il Liberty è stato coraggioso, persino folle per certi versi. Fil rouge è la cultura del Novecento, dal liberty al design contemporaneo. Una passione che la fondatrice, Tullia Passerini Gargiulo, coltiva da sempre, iniziata con i tessuti quando era bambina, “andavo dalla sarta con mia madre e me ne tornavo carica di scampoli” e cresciuta negli anni, nutrita di studi e ricerche - all´Accademia di Belle Arti ha studiato Scenografia -, fino a diventare una professione. Il negozio ha un indirizzo defilato, per amatori, che guarda caso è nel cuore della Napoli liberty, in cima alle scale Francesco d´Andrea di via dei Mille, non lontano dal celebre Palazzo Mannajuolo e dagli edifici di Giulio Ulisse Arata. “Di qui non si passa, bisogna arrivarci, volerci arrivare”. E da Tullia si va per sbirciare nel suo campionario di tessuti d´autore: broccati, velluti, sete veneziane come i pregiati Fortuny che ha in esclusiva.

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GIANNI VOLPE

Storico sarto napoletano che grazie alla sua esperienza ha sviluppato la capacità di identificare, a prima vista, la più piccola imperfezione in un vestito. Nel 1993 ha aperto la sua attività deliziando l’élite napoletana con le proprie creazioni. È uno dei sarti napoletani più affidabili che riesce a creare quella morbidezza propria della sartoria italiana che permette di indossare i suoi abiti con la facilità di una seconda pelle. Oggi annovera numerosi clienti sia in Italia che all’estero.

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LEOPOLDO TARALLIFICIO

Leopoldo è un marchio che viene da lontano. La sua storia affonda le radici nell’antica tradizione dei tarallari di Napoli, quando i vicoli della città risuonavano dell’invito a gustare i taralli caldi “nzogna e pepe” (strutto e pepe). L’azienda, dai tempi del suo fondatore Leopoldo Infante, si è profondamente trasformata e dal “carrettino” su cui era trasportato il gustosissimo prodotto, è nato un brand che è sinonimo di bontà ed eccellenza qualitativa, nonché di prodotti variegati che vengono oggi venduti nei quattro punti vendita aperti in città.

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VIA SAN GREGORIO ARMENO

È qui, nella storica via San Gregorio Armeno, nota anche come la strada dei pastori, che gli artigiani del presepe tradizionale danno vita a personaggi di diversa natura, da quelli canonici a quelli più irriverenti e spesso sarcastici. Tutti i personaggi sono realizzati a mano rispettando una tradizione che, risalente al Settecento e famosa in tutto il mondo, trasporta per tutto il corso dell’anno ogni visitatore in una magica atmosfera natalizia. Per ogni famiglia napoletana, il Natale a Napoli è anche una visita a “San Gregorio Armeno”.

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REGGIA DI CAPODIMONTE

La reggia di Capodimonte è un palazzo reale, ubicato a Napoli nella località di Capodimonte. Fu la residenza storica dei Borbone di Napoli, e successivamente dei Bonaparte e Murat nonché dei Savoia. Costruita a partire dal 1738 per volere di Carlo di Borbone come luogo dove accogliere la collezione Farnese, è stata successivamente adibita a reggia fino al 1957, anno dal quale ospita il Museo nazionale Capodimonte.

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PIAZZA DEL PLEBISCITO

Ubicata nel centro storico, tra il lungomare e via Toledo, con una superficie di circa 25.000 metri quadrati la piazza si presenta come una delle più grandi della città e d’Italia. La piazza del Plebiscito fu per secoli uno slargo irregolare, dove si svolgevano le feste popolari attorno alle cosiddette macchine da festa, che venivano periodicamente innalzate da grandi architetti. Solo a partire del Seicento fu gradatamente “regolarizzata”, e all’inizio dell’Ottocento, durante il periodo napoleonico, che la piazza cambiò completamente volto. Per ordine dei monarchi francesi, la piazza fu interamente ridisegnata e ripensata.

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CASTEL DELL’OVO

Il castel dell’Ovo sorge sull’isolotto di tufo di Megaride. Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all’uovo che Virgilio avrebbe nascosto all’interno di una gabbia nei sotterranei del castello. Il luogo ove era conservato l’uovo fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poiché da “quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino”. Questo è il luogo dove venne fondata Parthenope, nell’VIII secolo A.C. E’ il castello più antico della città di Napoli oggi sede della Direzione Regione per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, è stata oggetto, nel tempo, di molteplici trasformazioni, le cui tracce sono ancora oggi evidenti.

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PIAZZA SAN DOMENICO MAGGIORE

Inserita tra le più belle piazze napoletane, è uno dei luoghi più significativi della città perché, storicamente, rappresenta il limite orientale delle mura greche di Neapolis ed è attraversata da uno dei tre decumani della città greco-romana, quello di Spaccanapoli. La piazza prende il nome dalla chiesa, che si erge alle spalle dell’ Obelisco di San Domenico. Caratteristiche della piazza sono l’abside poligonale e la scalinata dell’omonima chiesa, il grande obelisco centrale, il cinquecentesco palazzo Corigliano, il palazzo Sangro di Casacalenda ed il palazzo Petrucci.

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GALLERIA UMBERTO I

mentre a Parigi Eiffel progettava e costruiva la sua famosa Torre, essa colpisce ancora oggi per maestosità, eleganza e complessità della struttura, composta all’esterno da archi imponenti d’entrata e all’interno due strade di elegantissimo pavimento a intarsi marmorei che si incrociano ortogonalmente al di sotto della Cupola.

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GOLFO DI NAPOLI E VESUVIO

Uno degli spettacoli naturali più affascinanti d’Italia è il golfo di Napoli con il suo orgoglioso Vesuvio. Da qui nascono storie, aneddoti e canzoni cariche del caratteristico calore napoletano. Il Vesuvio costituisce un colpo d’occhio di inconsueta bellezza nel panorama del golfo. Con la sua celebre immagine da cartolina, è entrato di diritto nell’immaginario collettivo della città di Napoli. Alto 1281 metri è un vulcano ancora attivo, ancora oggi risultano più di 800 micro terremoti all’anno, per questo costantemente monitorato. Durante tutto l’anno è possibile una bella passeggiata di trekking per raggiungere la sommità da cui si ha una visuale incredibile su tutta la città e, nei giorni più limpidi, si scorgono le isole di Ischia e Capri.